INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka, Milano 2020)

È per me una grande emozione intervistare una delle voci più preziose e affascinanti del palcoscenico operistico: la cantante lirica soprano di coloratura, Monika Lukacs.

1. I.T.K: Benvenuta Monika. La tua storia mi è molto cara, perché entrambe abbiamo lasciato la nostra terra di origine per il Bel Paese. Sei nata nella calorosa e accogliente Ungheria, una Nazione flagellata in passato da numerosi “turbamenti politici”. Quali sentimenti nutri e quali sono i ricordi che legano la tua memoria ai drammi della tua Patria?

M.L.: Cara Izabella, ti ringrazio della tua intervista. Sono onorata.
Sono nata a Miskolc, ho vissuto fino a diciotto anni con i miei genitori; dopo il liceo musicale-artistico, mi sono trasferita a Budapest dove ho iniziato gli studi di canto lirico al Conservatorio di Santo Stefano. Sono stati anni importanti per la mia formazione musicale e Budapest è una città meravigliosa, colta, vivace, piena di musica. Durante i miei anni di studio ho fatto tanti concerti, iniziando dalla gavetta: a 21 anni ho debuttato in “Rigoletto” al Teatro dell’Opera Erkel come Paggio, accanto ai grandi cantanti del teatro. Ero la più piccola, nonostante ciò alla prova generale ho invece cantato dalla buca d’orchestra Gilda, perchè la cantante era malata.
Ho avuto una bella infanzia, tranquilla, sono cresciuta in una famiglia semplice che mi ha amato molto. La musica era da sempre presente nella nostra vita, mia madre aveva una voce bellissima, era un soprano di coloratura che cantava nel coro, mentre mio padre suonava il sassofono.
Ero felice. Sono sempre stata una persona positiva e solare. Mi piace trasmettere emozioni attraverso il mio canto e aiutare le persona bisognose. Faccio tanti concerti di beneficenza sia come cantante che come pianista ma anche in qualità di docente con i miei allievi.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua grande avventura nel mondo del canto lirico? È stata una passione influenzata dalla famiglia oppure è nata in modo spontaneo dal tuo “sentire interiore”?

M.L.: Adoravo la musica fin da bambina. All’inizio suonavo il piano ma poi, a 9 anni, sono stata scelta dalla mia maestra di musica della scuola elementare per cantare davanti a 600 docenti, in occasione di una commemorazione della città, ed ho superato la prova, appassionandomi così al palcoscenico. All’età di 17 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto, mentre frequentavo ancora il liceo, girando tutta l’Europa con il coro femminile per concerti e concorsi internazionali. Ne sono conseguite tante soddisfazioni e successi.
I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, fin da piccola, ed io sono sempre stata molto determinate: quando tornavo tardi a casa dopo le lezioni di musica andavo subito al teatro oppure alla Filarmonica a sentire i concerti oppure mi impegnavo nelle prove. Avevo bisogno della musica, faceva parte del mio DNA.

3. I.T.K.: Sei un docente di canto masterclass in molti Paesi europei tra cui Belgio, Lussemburgo, Ungheria e Italia. Secondo te, esistono differenze sostanziali nell’insegnamento tra queste nazioni? In Italia l’arte sprofonda nelle gravi difficoltà causate dai problemi sia economici che logistici e per questo la giovane generazione si allontana sempre di più dalla musica classica e dal canto lirico: vedi ancora un futuro e una possibilità di crescita per questo prezioso ma trascurato settore artistico?

M.L.: Nell’insegnamento del canto esiste solamente una tecnica: quella giusta. La tecnica è un mezzo, poi devi aggiungere la voce, la musicalità e lo studio.
Ci sono tanti talenti nel campo della lirica ma purtroppo non basta solo la voce, bisogna avere intelligenza, cultura e musicalità, tanta perseveranza e studio. Al giorno d’oggi, i giovani cantanti non hanno pazienza, vogliono fare subito carriera, che invece va costruita pian piano, “step by step”! Ci vuole tempo per fare la gavetta, bisogna scegliere bene il proprio repertorio e non consumare subito la voce con ruoli troppo pesanti.
Purtroppo la musica classica appartiene ad un pubblico ristretto.
Spero ci saranno sempre più i giovani desiderosi di avvicinarsi alla musica classica e alla lirica. Da 27 anni tengo corsi propedeutici proprio per far crescere i piccoli, avvicinarli alla musica, aprire loro il mondo meraviglioso e magico della musica. Credo in questa missione.
È un periodo davvero difficile per la musica classica, una crisi mondiale con la conseguente chiusura di teatri, auditorium e scuole di musica. Non ci sono più fondi ed è sempre più faticoso andare avanti con questo campo, ma bisogna continuare a crederci!

4. I.T.K.: Quali sono le tue più belle esperienze artistiche come solista e, al contrario, qual è il ricordo più amaro? Ti sei mai sentita a disagio sul palcoscenico? Come combatti la “tremarella da prestazione” dal vivo?

M.L.: Ho tantissimi bei ricordi delle recite e dei Festival nei quali cantavo, tutti i concerti sono importanti per me, che sia davanti ad un pubblico di 2000 persone oppure solo di 100. Noi cantanti e musicisti dobbiamo essere sempre preparati e dare il meglio ad ogni tipo di concerto.
Ho un bruttissimo ricordo di una tournée in Israele: mi ero ammalata, nonostante ciò ho dovuto cantare Bach con 39 di febbre. Fu molto faticoso ma ce la feci… ero molto debole e alla fine sono praticamente svenuta in camerino. Quando sono scesa dall’aereo mi hanno portato in ospedale, avevo una bronco- polmonite che mi ha costretto a fermarmi per un mese, davvero terribile per me.

5. I.T.K.: Sei una vera diva e hai avuto la possibilità di esibirti nei più prestigiosi teatri in Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele, Romania e, ovviamente, in Italia, al Teatro alla Scala. Quale tra le cornici teatrali appena menzionate ti ha dato la soddisfazione più grande e dove hai trovato il calore del pubblico più sincero e contagioso? La presenza degli ascoltatori nella sala da concerto ti immobilizza oppure stimola e “ti dona le ali”?

M.L.: Ahahah, no. Non sono una diva, sono solo una cantante lirica e una concertista, per me la musica è essenziale, non è un lavoro: è la mia vita.
Adoro il pubblico, mi dà energia, desidero che il mio canto arrivi al cuore della gente. Mi piaceva il teatro, però ho deciso di fare la concertista e credo sia stata la scelta giusta. Il concerto per me più importante l’ho tenuto quando avevo solo 18 anni, la Messa di Schubert in Sol maggiore con i solisti del Teatro dell’Opera di Budapest, l’orchestra e il coro. Un concerto straordinario, tenuto nella nostra meravigliosa Chiesa di Mattia di Budapest davanti al Premier Ungherese, al Primo Ministro e molte altre personalità: fu una grande emozione per me. Ho un ricordo stupendo del Festival di Osijek in Croazia, dove feci la prima esecuzione europea di una Messa di John Rutter; fu talmente ben riuscito che la gente non voleva andarsene.
A 19 anni ho interpretato i Carmina Burana con 400 coristi e 200 orchestrali all’Arena di Budapest. Era il mio cavallo di battaglia. Sono dei ricordi meravigliosi.
Credo che un pò di adrenalina sia necessaria prima del concerto, è un’emozione sana: quando vedo che il pubblico reagisce bene alla mia performance, mi dà una carica enorme.

6. I.T.K.: Nel mondo di oggi, lacerato dalla migrazione dei popoli, dalle guerre e dalle disuguaglianze economiche, infestato dallo sfruttamento e dal crescente, purtroppo, odio razziale e religioso, c’è ancora posto per l’Arte e per il canto lirico? Quale ruolo può svolgere l’istruzione e l’educazione musicale nella società digitalizzata e, purtroppo, ignorante?

M.L.: Stiamo vivendo un periodo difficile, la società sta cambiando. Mi fa paura questo mondo a volte davvero crudele con tanta ingiustizia. Non abbiamo tempo per soffermarci un attimo e ascoltare le persone.
Dobbiamo andare avanti fiduciosi, non arrenderci mai! L’arte è una grandissima risorsa per il nostro animo, la musica è importante per l’umanità, è essenziale, aiuta a superare un lutto, esprimere gioia, felicità, tristezza. Se le persone andassero ai concerti a sentire delle belle musiche, il mondo sarebbe migliore. Quando ascolto certe musiche, come “La Seconda Sinfonia di Mahler”, il solo del contralto Urlicht mi dà pace interiore. Oppure Rachmaninov e i suoi concerti per pianoforte, oppure Franz Liszt: “La Sinfonia Dante” la parte del Paradiso, ti porta in un’altra dimensione, abbellisce i cuori.

7. I.T.K.: L’artista viene spesso deriso, non apprezzato e visto come “un relitto paleozoico” vivente. Come docente di canto lirico, cosa fai per coltivare e salvaguardare nei giovani la dedizione all’arte e per tenere sempre acceso l’entusiasmo? Ti piace insegnare?

M.L.: S, mi piace insegnare! Credo che sia fondamentale far avvicinare i bambini alla musica. Vengo dal paese di Kodàly, il grande maestro, l’educatore ungherese che sosteneva che la musica dovrebbe far parte alla nostra vita. Il suo metodo di insegnamento prevede l’esposizione alla musica sin dalla tenera età, il suo scopo era di insegnare la musica a scuola in modo tale che non fosse una tortura per gli studenti, bensì una gioia.
Quando incontro dei talenti, sono molto felice, cerco di seguirli con tutto il cuore e con il massimo della mia professionalità. Ho avuto degli alunni da Los Angeles, da Manila, da Bruxelles e da Parigi. Un mio alunno filippino, dopo essere ritornato nel suo Paese, mi ha scritto la lettera di ringraziamento più bella che abbia mai ricevuto. Adesso è laureato ed insegna al Conservatorio di Manila. Queste sono le mie più grandi soddisfazioni, così come molti altri che sono stati premiati ai concorsi e che adesso si esibiscono sui palcoscenici internazionali. Sono orgogliosa dei miei alunni.

8. I.T.K.: Monika Lukacs nella vita privata: ti immedesimi a volte nei personaggi lirici che rappresenti oppure, dopo il calo del sipario, torni subito alla realtà, diventando una semplice mortale in “blu jeans” e scarpe da ginnastica?

M.L.: Ah ah ah! Nella vita sono una persona molto semplice, alla mano. Mi piace chiacchierare, conoscere la realtà e le persone. Vado al supermercato, al mercato con i jeans e le scarpe da tennis. Mi piace la cucina italiana e quando ho un po’ di tempo cerco di inventare delle ricette. Chi sa, magari scriverò un ricettario quando sarò in pensione. Mi piace leggere, adoro le poesie oppure andare a vedere una bella mostra, a Milano o nelle altre città nelle quali mi trovo.
Quando canto sul palcoscenico sono un’altra persona, completamente diversa: sono severa, concentrata, non esiste nessuno, penso solamente alla musica e al ruolo che devo interpretare, mi immedesimo nei personaggi e sono molto critica con me stessa.
Devo dare il meglio di me al pubblico che mi onora con la sua presenza. Le soddisfazioni non mancano mai dopo le recite. Mi entusiasmano le ovazioni “standing ovation”, le foto, gli autografi e le interviste. Sono delle belle gratificazioni per un’artista.

9. I.T.K.: Se non fossi diventata una cantante dell’opera, che strada avresti voluto scegliere? Un’altra in ambiente artistico oppure completamente diversa?

M.L.: Ho studiato pianoforte, volevo diventare una pianista ma poi avevo una brutta tendinite e mi hanno consigliato di fare la cantante, dal momento che ho sempre avuto una voce cristallina. E così è stato. La musica appartiene alla mia vita e mi ritengo una donna fortunata. Non è da tutti. Se non fossi stata musicista, credo che avrei fatto la psicologa. Ho letto tanti libri e mi incuriosisce la psiche, mi piace ascoltare ed aiutare le persone bisognose.

10. I.T.K.: Quali sono i tuoi progetti professionali per il prossimo futuro?

M.L.: Ho in programma dei recital lirico e liederistico a Milano, a Budapest a Lugano.
Terrò una Masterclass al Conservatorio G. Verdi di Milano a marzo mentre ad aprile sarò al Conservatorio di Budapest. Spero in molte altre belle occasioni.
Deve uscire nel 2021 con un CD liederistico insieme al pianista Stefano Ligoratti.

11. I.T.K.: Se dovessi scegliere, un giorno, tra la vita professionale e quella privata e sentimentale, quale sarebbe la tua scelta? Saresti capace di rinunciare alla carriera per il bene delle persone a Te care?

M.L.: È una scelta molto difficile. È importante la vita privata, ma soprattutto avere una persona che ti sostiene e ti comprende sia nella vita quotidiana che nella professione.
Se dovessi scegliere, rinuncerei alla carriera per la persona amata, per l’anima gemella.
Ma credo che si possa fare una carriera discreta senza rinunciare alla famiglia. Se una persona ti ama, non ti chiederà mai di scegliere e rinunciare.
Credo che debbano esserci dei compromessi nella vita. Bisogna seguire il cuore che non sbaglia mai, sperando di conciliare l’amore con la professione.

12. I.T.K.: Un’ultima domanda piuttosto di routine: quali sono i tuoi sogni nel cassetto, quelli più segreti?

M.L.: Mi piacerebbe insegnare in un conservatorio in Italia, far crescere gli studenti di canto lirico.
Vorrei pubblicare il primo possibile il mio manuale di canto lirico destinato agli studenti. Poi ho un grande sogno nel cassetto, che adesso non posso svelare, ma magari al prossimo incontro ve lo dirò.

I.T.K.: È stato un vero piacere parlare con Te, Monika, e ti ringrazio profondamente per la disponibilità e il tempo dedicatomi. Ho avuto l’occasione di conoscerti di persona e, lo affermo con convinzione, sei una persona squisita e di grande raffinatezza e ricchezza interiore, per non parlare del tuo carismatico fascino femminile. Ti auguro numerosi successi e che il tuo magnifico cammino artistico duri all’infinito!

L’intervista a Monika Lukacs rilasciata nel mese di novembre 2019, a cura di Izabella Teresa Kostka.

Milano.

Tutti i diritti riservati.

NOTA BIOGRAFICA

Monika Lukács è nata a Miskolc (Ungheria). Si è diplomata col massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica “St. Stefano” di Budapest . Ha studiato presso il Conservatorio di Musica ” G. Verdi” di Milano guidata prima da Silvana Manga, Adele Bonay e successivamente da Vittorio Terranova, dove si è diplomata con il massimo dei voti nel 2002. Nel 2005 si è laureata col massimo dei voti in Musica Vocale da Camera di primo livello con Stelia Doz, e nell’anno successivo si é laureata in canto lirico di secondo livello con Vittorio Terranova. Nel 2011 si è laureata con 110 in Musica Vocale da Camera di secondo livello con Stelia Doz. Ha frequentato inoltre numerosi corsi di alto perfezionamento tenuti da Jůlia Hamari, Renato Bruson, Teresa Berganza.
A partire dal 1996 ha tenuto numerosi concerti in, Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele e Romania. In Italia ha cantato per le Serate Musicali, Società del Giardino di Milano per la Società del Quartetto e per i concerti degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, inoltre ha preso parte a numerosi recitals lirici in diverse città (Milano, Brescia, Bergamo, Roma, Lodi, Mantova, Firenze, Napoli, Ferrara, Genova, Venezia). Si è esibita con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro Comunale di Firenze, Teatro dell’Opera “ Erkel Ferenc” di Budapest, Teatro Bibiena di Mantova, Teatro Mancinelli di Orvieto, Teatro Malibran di Venezia, Teatro Piccolo di Milano, all’Auditorium di Lugano e all’Auditorium di Milano. Ha cantato con L’Orchestra Verdi di Milano, Divertimento Ensemble, L’Orchestra Guido Cantelli, Milano Classica e I Solisti della Scala, L’Orchestra Italiana Niccolò Paganini. Ha partecipato al II Festival Internazionale di Musica da Camera sotto la direzione artistica di Marcello Abbado.

Ha ottenuto il Premio Speciale al Concorso per i cantanti lirici dell’Europa Forum 2000 di Firenze, il Terzo Premio al Concorso Internazionale di canto lirico ” Assami” di Milano.
La Vincitrice del XII Concorso Nazionale della Società Umanitaria nel 2002 e del Secondo Premio di Musica Vocale da Camera di Rotary di Milano nel 2003.
Ha vinto la Borsa di studio per il Wagner Festival di Bayreuth nel 2008.
Nel 2012 ha vinto il Gran Premio “ Carducci “ al I Concorso Internazionale di Musica Vocale da Camera di Madesimo.

Nell’anno accademico del 2006 / 2007 docente presso il Conservatorio di Santo Stefano di Budapest come docente di canto lirico.
Dal 2007 al 2014 pianista , insegnante presso il Liceo Artistico “ Rudolf Steiner” di Milano.
Dal 2009 Docente di canto presso L Accademia Musicale “ G. Marziali” di Seveso per 5 anni.
Ha tenuto i corsi di alta formazione per i docenti di musica all’Accademia Musicale di Seveso e a Milano.
Attualmente docente presso la Milano Music Masterschool.
È docente delle Masterclass in Ungheria, in Belgio, in Luxembourg, in Italia.
Ha registrato CD per la Sarx Records, Classica Viva, Stradivarius e per la Radio Svizzera. Ha registrato per la RAI, per la SKY Classica, e per la TV Giapponese e Ungherese.
Svolge attività concertistica con repertorio lirico e da camera in Italia ed all’estero.
È membro delle giurie dei concorsi nazionali ed internazionali .
Dal 2007 collabora con il Teatro alla Scala.

Monika Lukacs su Youtube:

https://youtu.be/jqFr1EcYQtA

https://youtu.be/4LVB82JwaDc

~

L’intervista pubblicata anche sul portale giornalistico Alessandria Today di Pier Carlo Lava, in cartaceo su Oceano News e su NOVA – rivista di scienza e arte.

https://alessandriatoday.wordpress.com/2019/11/04/musica-intervista-alla-cantante-lirica-soprano-monika-lukacs-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

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